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THT

November 3, 2016

Il T.H.T. è il trattamento olistico totale che pratichiamo presso il Centro di educazione alla salute “IL TERAPEUTA” e nasce dall’esigenza di creare un momento di incontro con sé stessi personale e personalizzato.

Il T.H.T. è un modello di trattamento in più fasi che prende avvio con l’ascolto del proprio mondo corporeo, un risveglio energetico che sarà disponibile e soprattutto fondante la successiva fase emozionale avvalendosi in questo modo così di un’accelerazione nella spinta evolutiva.

 

Le origini del T.H.T.

 

E fu così che ci ritrovammo in un “mondo olistico”.

 

Vi è mai capitato di  percepire, in un preciso momento, che una parola, fino ad allora desueta è diventata di ordine quotidiano e la sentite abitualmente, la leggete su slogan ed articoli e la pronunciate voi stessi?

Parole nuove, parole chiave che esprimono idee emergenti che sottintendono tendenze, desideri, bisogni  dell’umanità la cui ripetizione nella comunicazione di massa assume l’intensità di un coro greco che traduce ed evoca dallo sfondo un sentire profondo.

Parole che vengono catapultate alla luce del mondo da un inconscio collettivo junghiano, quella parte che è impersonale ed universale, quel mondo delle immagini che ha sede nel nostro corpo.

Nacquero gli operatori olistici, la cucina si declinò anche in chiave olistica, per non parlare della dieta!, persino il marketing divenne olistico e arrivò addirittura il tennis olistico…e fermiamoci qui, anche se potremmo fare ancora tanti esempi…

Olistico è il tutto, è l’indivisibile, è la totalità.

Olistico  deriva dal greco holos e il suo uso moderno risale a poco meno di cento anni fa, questo termine fu coniato intorno all’idea teorica per cui un sistema non possa essere spiegato esclusivamente attraverso le sue componenti ma necessiti di un fattore integrativo immateriale ed esperienziale.

Forti delle iper specializzazioni dei saperi, delle conoscenze conquistate attraverso il metodo scientifico ci ritroviamo deboli al contempo, debilitati dalla frammentazione della realtà. E come in un mantra evochiamo con il termine “olistico” la necessità di una dimensione collettiva, universale, unica e personale.

Da un altro versante la fisica quantistica ci ha insegnato che ogni percezione è un atto unico ed irripetibile e che non c’è un netta distinzione tra soggetto ed oggetto.

Ed è di questo tempo il poter anelare collettivamente ad una visione d’insieme in cui ci si possa riconoscere nei nostri “pezzi”, nel nostro corpo fisico e sezionato, e allo stesso tempo nel nostro essere unici, nella nostra vera essenza, nella nostra anima, in quella parte archetipica del nostro inconscio che trae le proprie origini nell’inconscio collettivo cioè in un mondo delle immagini.

La psicoterapia, in quanto cura dell’anima, considera da tempo in svariate modalità e forme l’individuo come unità inscindibile di mente e corpo. Un corpo con cui facciamo le prime esperienze con ciò che ci circonda, cioè con quel mondo di cui rappresenterà nel tempo l’ancoraggio. Un corpo ed un anima in continua e totale relazione.

Così come le neuroscienze svelandoci i percorsi delle emozioni ci insegnano che ciò che si percepisce non è un dato in ingresso, un imput, ma è un dato in uscita, un output, e ciò significa semplicemente che tutte le volte che ci daremo una martellata su un dito, anche se lo faremo con lo stesso martello, sullo stesso dito e con la stessa forza, non è detto che l’intensità del dolore percepito sarà la stessa.

Vi è mai capitato di raccontare lo stesso episodio a più persone piuttosto che più volte ma alla stessa persona e di avere la sensazione che i rimandi che ricevete vadano in direzioni completamente diverse? Sicuramente è determinante l’Altro ed è altrettanto importante come siete Voi in quel momento, su quali sfumature mettete l’accento, con quali dettagli scegliamo o meno di impreziosire il nostro racconto. E ancora una volta tutto questo ha a che fare con ciò che abbiamo detto finora, con lo stravolgimento che le scoperte hanno operato sulla concezione delle strutture della nostra mente. Tornando all’esempio di prima, possiamo comprendere ora come sia l’ennesima testimonianza dell’impossibilità di considerare la nostra memoria come un mero contenitore di ricordi, quanto invece il processo attraverso cui ricostruiamo i ricordi stessi, processo che ovviamente, non può prescindere da come siamo in quel preciso momento in cui andiamo a ripescare quel preciso ricordo.

Se dopo questo breve excursus usciamo di casa ci ritroveremo in strada e facilmente incontreremo un nuovo centro olistico sorto da poco nei nostri paraggi, saremo un po’ più consapevoli che la visione evocata appartiene anche alla fisica quantistica, alle neuroscienze, alla psicoterapia … in termini di energia, di percorsi neuronali, di anima…seppur nella stessa ottica di considerare l’indivisibile. E saremo più legittimati ad esprimere l’intima e profonda necessità di essere considerati per quello che siamo, per dirla con una fase Zen…per vedere la realtà per quello che è.

Una proposta olistica che nutra e conduca sulla via dell’unità, della totalità e dell’indivisibilità non può dunque prescindere dal considerare un corpo ed una mente…il tuo corpo e la tua mente.

Queste osservazioni ci hanno guidato sino a sviluppare un trattamento che si compone di una momento dedicato al corpo e di un momento dedicato all’anima.

Nella prima fase la dimensione corporea viene accolta e stimolata attraverso tecniche di manipolazione energetica seguendo l’orientamento delle teorie di naturopatia, disciplina che all’origine si fonda su un approccio globale che coinvolge l’intero organismo in quanto corpo-mente-spirito.

La seconda fase sarà dedicata all’ascolto emozionale condotto seguendo l’orientamento psicoterapeutico, un incontro con la propria anima.

Il nostro corpo contiene tutte le risposte…basta saperlo ascoltare.

Solo così potremo ambire all’esortazione di Buddha ad “…essere la propria fiamma”. 

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